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Arena di Verona

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 Arena di Verona, tempio della lirica mondiale

Hai mai provato a conoscere la storia di una città leggendola tra i segni delle opere che sono giunte fino a noi?

A Verona ogni angolo parla del suo passato, ma il libro della storia cittadina è rappresentato dall’ Arena di Verona, un monumento conosciuto in tutto il mondo per essere il palcoscenico di opere liriche e spettacoli internazionali. Un monumento che ha attraversato decine di secoli per giungere fino a noi portando con sè i segni indelebili di un glorioso passato. L’Arena immobile ha sfidato lo scorrere del tempo per tramandarci la sua storia e quella della città di Verona.

L’epoca romana

La fondazione di Verona, o di un primordiale nucleo cittadino, risale a prima dei Romani. Questi entrarono in contatto con la città solo nel 390 a.C., quando rappresentò per loro un punto strategico per la conquista della pianura padana.

Immagina piazza Bra completamente spoglia e successivamente, attorno al 20 d.C., abbellita da un maestoso anfiteatro romano, il quale si era reso necessario perché gli abitanti avevano superato la soglia dei 25.000 e non avevano un luogo dove poter assistere agli spettacoli. L’opera architettonica venne inglobata nelle mura cittadine grazie all’imperatore Gallieno, che nel 265 le allargò.

L’anfiteatro era riccamente decorato con fontane e statue. Alcune delle statue in esso presenti sono state conservate nel museo archeologico presso il teatro romano.

L’Arena era il luogo dove si svolgevano duelli tra gladiatori e battaglie di uomini contro feroci animali esotici portati da posti lontani. Era un luogo pieno di vita e di attività, che nel 3° secolo iniziò a decadere.

Il Medioevo

La storia della città di Verona è legata alle imprese di Teodorico e del suo popolo, i Goti. All’imperatore veniva attribuita la costruzione dell’Arena, probabilmente perché fu lui ad approvare i lavori di restauro.

L’epoca medievale fu anche quella in cui l’Arena subì la peggiore decadenza. Gli abitanti arrivarono a credere che la costruzione, simile ad un labirinto, possedesse poteri demoniaci. Tuttavia continuarono ad utilizzarlo soprattutto in occasione di eventi legati all’amministrazione della giustizia, come la risoluzione di controversie o il rogo ai condannati di eresia.

Il Medioevo fu il periodo in cui vennero fissate delle multe per chi danneggiava o sfregiava l’Arena, ma questo non bastò a renderla un covo di criminali. Il governo cittadino arrivò ad ordinare alle prostitute della città di vivere negli spazi dell’anfiteatro, dove erano libere di praticare la loro professione. Una situazione che si perpetuò fino al 1537.

È in questo periodo storico che l’Arena subì più volte disastri naturali: l’inondazione dell’Adige e tre terremoti, di cui uno che ha provocato la caduta della cinta esterna attribuendole l’attuale aspetto.

L’epoca moderna

Il Rinascimento ha permesso all’anfiteatro romano di ritrovare lo splendore culturale che oggi tutti noi conosciamo. Studiosi e architetti iniziarono ad interessarsi dello stato dell’Arena, cercando soluzioni per la sua salvaguardia.

Dopo aver allontanato le prostitute dagli arcovoli, il Comune affittò gli spazi ad artigiani e commercianti. Iniziò così la lenta rinascita di un luogo simbolo della città di Verona, che vide il ‘600 ed il ‘700 come gli anni in cui furono eseguiti i lavori di restauro e di scoperta di alcuni parti nascoste col tempo.

Nel frattempo gli spettacoli continuarono, tra cui tornei organizzati dalla nobiltà veronese ed eventi legati alla visita della città da parte di personalità nazionali e straniere. Dopo aver fatto da scenografia nel 1713 a “Merope” di Scipione Maffei, nel 1822 accolse il primo spettacolo di musica e danza con un preludio lirico diretto da Gioacchino Rossini.

E oggi?

L’Arena è un gran contenitore di spettacoli internazionali. Dal 1913 ogni estate si apre la stagione dell’opera. Ancora riecheggiano le note del primo spettacolo messo in scena, l’Aida, rappresentata per celebrare il 100° anniversario della nascita di Giuseppe Verdi.

Un anfiteatro che è giunto intatto (o quasi) fino a noi e che racconta la sua storia a tutti coloro che vogliono ascoltarla. Entrare al suo interno, dove la sua maestosità ti avvolge, ti riporta indietro nel tempo e rivedi gli antichi Romani assistere ai duelli, le prostitute illuminate da candele, gli attori pronti ad entrare in scena, Napoleone che assiste ad uno spettacolo di caccia dagli spalti.

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